Un dissidente siriano sollecita la pulizia etnica contro le minoranze!

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The Arab Digest

Fiamma Nirenstein e Mamoun Homsi, a un convegno sulla sicurezza organizzato a Praga dai Neocons statunitensi

La retorica della rivoluzione in Siria ha preso una pericolosa svolta confessionale, quando l’ex deputato siriano e attivista dell’opposizione Mamoun Homsi, 56 anni, ha minacciato la pulizia etnica contro le minoranze. Ha detto chiaramente che in Siria, “non ci saranno le minoranze”, e ha chiesto la cancellazione della comunità Alawita al governo.
Arab Digest ha trascritto e tradotto questo video:
Saluto l’eroico popolo siriano, saluto gli eroi della Siria, i sunniti di Siria. Saluto voi uomini che difendete il vostro paese e la vostra religione. Da oggi,   spregevoli Alawiti, o vi dissociate da Assad, o la Siria sarà il vostro cimitero. Basta con l’uccisione di sunniti, non staremo in silenzio a partire da oggi. Occhio per occhio, dente per dente, e il colpevole è l’aggressore.
Da oggi, non ci saranno più minoranze. Lo giuro, se voi (Alawiti) non vi dissociate da questo gruppo e da queste uccisioni, noi vi daremo una lezione che non dimenticherete. Vi spazzeremo via dalla Siria e dalla sua terra.
Basta, dieci mesi di omicidi di donne e bambini … oggi, Homs, Hama e Deir al-Zour sono colpite. Non staremo in silenzio a partire da oggi. Il mondo intero vi caccerà. Faremo la Siria il cimitero degli Alawiti se non la smetterete di uccidere. Viva la Siria e abbasso lo sciismo politico … saprete chi sono i sunniti da oggi“.
Homsi discende da Homs che ha visto un crescendo di assassini settari nei mesi scorsi.
D’altra parte, i leader dell’opposizione hanno risposto negativamente alle dichiarazioni di Homsi sulla Siria. Yassin al-Haj Saleh, intellettuale di sinistra e dissidente che ha trascorso 17 anni nelle carceri di Assad, ha detto nella sua pagina Facebook: “Non ho visto e non voglio provare a vedere cosa Mamoun Homsi ha detto. Ma il poco che so di lui è abbastanza per permettermi di augurargli ciò che auguro ai miei nemici“. Il poeta Faraj Bayrakdar, che è originario anche lui di Homs, ha chiesto ad Homsi di scusarsi, o altrimenti “non lo contatterò mai più“.

Traduzione di Alessandro Lattanzio

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