Pubblicato il: 17 marzo, 2012
Analisi / Esteri | Di Ugo Gaudino

Kony 2012 ed il nuovo velo di Maya

La fabbrica del consenso mediatico colpisce ancora: vittime passive, inermi e pronte a credere a qualunque soap opera strappalacrime ancora una volta sono gli spettatori, in questo caso i prodi corsari del Web, i quali, imbattendosi nel video del momento, KONY2012, non hanno saputo fare a meno di cliccare, commuoversi ed esprimere un’opinione fulminea su un argomento ignorato del tutto fino a 30 minuti prima. Chiariamo la situazione.
Spunta come un fungo un video alla moda, realizzato dalla ong Invisible Children, in cui si denunciano i crimini di Joseph Kony, leader ugandese dell’LRA, l’Esercito di Liberazione del Signore, movimento teocratico e fondamentalista creato negli anni ’80 che avrebbe sfruttato bambini-soldato e commesso atrocità indescrivibili e deprecabili. Si invita il pubblico ad aderire all’iniziativa o quantomeno a diffondere la notizia. Dunque, un analista corretto non urlerebbe da subito allo scandalo in preda a raptus folli ed indignati, ostentando la classica saccenteria spocchiosa di chi pretende di conoscere il mondo basandosi su una misera fonte condivisa da milioni di automi. Bisogna procedere per gradi, squarciando il velo di Maya, come direbbe Schopenhauer, e raggiungendo un’adeguata consapevolezza dei fatti.
In primis, c’è da chiedersi perché su tanti paesi africani teatri di scontri cruenti e di barbarie a non finire gli osservatori – poco obiettivi – nostrani abbiano scelto proprio l’Uganda. Dimenticando, per esempio, che approssimativamente un anno fa in Costa d’Avorio c’è stato un golpe appoggiato dai francesi e dalla Nato, per deporre il legittimo presidente Gbagbo e sostituirlo col docile cane Ouattara, fedele ai diktat esteri. Dimenticando che un paese come la Libia, che viveva in pace con Gheddafi, è ora dilaniato da scontri tribali disumani, malgrado il “democratico” Consiglio Nazionale di Transizione e l’intervento a suon di bombe neocolonialiste. Dimenticando che quando in Sud Africa c’era l’apartheid non si fiatava o che in Nigeria presunti ribelli impiccarono l’attivista del movimento Ogoni Ken Saro Wiwa perché scomodo agli interessi della Shell. I paraocchi dei diritto-umanisti sono sempre più stretti e scuri, ahimè.
Secondo i cittadini ugandesi e gli esperti locali, ormai da molti anni Kony e l’LRA non spaventano più la popolazione ugandese: anzi, sembra che il leader viva in agonia, o addirittura che sia morto… Il popolo, piuttosto, è in ginocchio per colpa del proprio governo, quello del repressivo Museveni, accusato di genocidio nel Nord del paese da esperti quali il dottor Philip Kasaija, che parla di stupri e violenze contro la popolazione femminile, ed Olara Otunnu, un ex funzionario delle Nazioni Unite che condanna indubbiamente Kony ma prende di mira soprattutto l’immobilità di un governo che da anni strizza l’occhio agli interessi occidentali e che dispone di un esercito brutale. In realtà, sono tante le critiche arrivate dall’Uganda al video proposto per la trattazione superficiale di un problema grave, per un sistema di due pesi e due misure insostenibile e per un’azione volta più a pubblicizzare un intervento militare che a sollevare discussioni. E’ vero che i teocratici fondamentalisti si sono macchiati di una reputazione da macabri assassini, ma è pur vero che combattono contro una dittatura spacciata per democrazia, che rimane al potere solo in quanto funzionale agli interessi geopolitici stranieri (nel corno d’Africa, l’asse Uganda-Kenya-Etiopia serve agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna per penetrare nell’Oceano Indiano, contrastare l’azione di Stati “canaglia” come il Sudan e la Somalia, che comunque sono stati già disintegrati efficacemente negli ultimi anni, ed infine per appropriarsi delle ingenti risorse presenti).
Il discorso, quindi, deve necessariamente vertere sulle ragioni intrinseche di una tale protesta. Perché l’Uganda, perché ora e perché così prepotentemente ? Semplice, basta considerare proprio le risorse appena scoperte nella regione dei Grandi Laghi: un giacimento di petrolio da 2,5 miliardi di barili, che potrebbe coprire il fabbisogno USA nei prossimi anni, in un momento di conflitto col sempre più minaccioso blocco eurasiatico. Infatti, il Nobel per la pace Obama ha inviato un reparto di 100 militari (non è un romanzo di Orwell) in viaggio verso Kampala per prevenire attacchi dall’LRA. La coincidenza fortunosa vuole che in quel momento il paese abbia scoperto l’oro nero. Un colpo di genio. Come quando si andavano a cercare le armi di distruzione di massa di Saddam per giustificare l’intervento in Iraq, oppure quando si parlava di Bin Laden a Kabul per conquistare l’oppiaceo Afghanistan – dimenticando che Bin Laden ed Al Qaida furono finanziati dalla CIA dal 1979 sino alla fine degli anni ottanta per combattere l’URSS -, o ancora l’anno scorso quando Gheddafi doveva essere eliminato per le fosse comuni presenti solo nella mente annacquata di qualche opinionista nostrano – ma i martiri di Tawergha sono ignorati – o, infine, le granate e il macello di Assad denunciato dall’emittente degli sceicchi, Al-Jazeera, quando poi i ribelli filo-ccidentali massacrano i civili con sistematici atti di terrorismo. Pertanto, occorre interrogarsi puntualmente sui veri moventi che spingono i sicari dell’imperialismo ad agire: non si tratta di fermare la minaccia di un gruppuscolo di fanatici, che sarà esecrabile, ma di certo non peggiore del governo stesso di Museveni, che gode dell’appoggio AFRICOM, e di tanti esecutivi-fantoccio creati ad hoc per asservire i padroni (banche, multinazionali) e schiacciare popoli inermi. Inoltre, in un’indagine è importante ascoltare le due parti: e tra un Joseph Kony che parla della macelleria attuata da Museveni, per poi incolpare l’LRA e giustificare la condanna mondiale, e Invisible Children, che vanta un bilancio di diversi milioni in attivo pur essendo no-profit e che annovera tra i supporters diversi membri del Congresso e del dipartimento di stato USA, nonché alcune celebrità che fortificano la propria immagine con campagne umanitarie fittizie, l’esperienza mi insegna a credere al primo. Che va criticato per i metodi agghiaccianti, ma che almeno non finge ipocritamente di difendere cause nobili quando, oltre il velo di Maya, rappresenta la prima, mastodontica entità delittuosa, crudele ed efferata. L’AIDS, la povertà, l’inedia in Uganda non sono state create dall’LRA, e sono questioni irrisolte tanto come quella dei pargoli in tuta mimetica.


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