Pubblicato il: 17 marzo, 2012
In Breve | Di Alberto Lodi

Mettere a fuoco il problema della laicità

Ho notato che alcuni liberali di centrodestra, giorni fa, esultavano di fronte a questa dichiarazione del premier inglese David Cameron: «A chiunque nutra delle riserve sul matrimonio gay dico questo: sì, è una questione di uguaglianza, ma anche di qualcos’altro: di impegno. I conservatori credono nei legami che ci tengono uniti; credono che la società è più forte quando promettiamo di badare l’un l’altro. Ecco perché non sostengo la necessità dei matrimoni gay “nonostante” sia conservatore. Ma li supporto proprio in quanto conservatore». I liberali lamentano come i conservatori inglesi siano all’avanguardia su una tematica come la laicità, a differenza del becero e bigotto centrodestra italiano. Insomma, sempre la solita storia: nel passato erano tutti pazzi e ottusi, mentre oggi finalmente siamo arrivati alla consapevolezza di cosa è veramente giusto per l’uomo. Il punto è che in realtà questa affermazione del premier inglese ha ben poco a che fare con un giudizio di valore sull’omosessualità, essendo piuttosto una banale professione di fede conformistica e un ossequio all’ideologia dominante. Pura “sovrastruttura”, per dirla in termini marxiani. Cameron è a favore dei matrimoni sessuali esattamente come cinquant’anni fa sarebbe stato contro, ed in altri tempi avrebbe approvato condanne per eresia e roghi. Non è un politico “illuminato” come qualcuno sembra credere in maniera del tutto beota, come se fosse un qualunque individuo che dice liberamente ciò che davvero pensa. È un anonimo interprete dello spirito del tempo, il quale “vuole” i matrimoni omosessuali come “vuole” tante altre cose che sono confacenti alle sue esigenze strutturali (tra cui le guerre). Peraltro se l’Italia è “arretrata” rispetto ad altri paesi europei non lo è in quanto non accetta chissà quale misterioso dogma della laicità universale, ma semplicemente perché in virtù del resistere nel nostro paese di poteri politici ed economici (la Chiesa cattolica e le sue varie emanazioni, soprattutto) per ora incompatibili con questo modello sociale-culturale non ci siamo ancora potuti adeguare integralmente al nuovo corso del capitalismo, cosa che accadrà a breve, e si adegueranno quegli stessi poteri per evitare di essere distrutti. Insomma, chi vorrebbe essere “controcorrente” sta semplicemente seguendo la stessa corrente che sta per spezzare ciò che rimane della diga (cioè tutto ciò che ostacola l’individualismo ed il relativismo, che fanno il gioco del “capitalismo assoluto”, il quale pervaderà sempre più ogni aspetto della società).
È ora di spogliarsi dell’ideologia ed apprendere il realismo.




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