Ancora falsità: stavolta dalla Svizzera
E’ incredibile come, all’avvicinarsi di ogni tornata elettorale, la frenesia di pubblicare diffamazioni o insinuazioni ai danni degli altri si moltiplichi. Eppure Stato&Potenza non è un partito, per fortuna, e non lo sarà mai.
Un blog di informazione di sinistra della Svizzera italofona, decide di punto in bianco che il nostro movimento politico sarebbe in rapporti con dei non meglio precisati anarco-nazionalisti (??) francesi. Naturalmente, smentiamo categoricamente quanto pubblicato dal sito “Sinistra.ch”, in un editoriale dal titolo “Gli anarco-nazionalisti francesi contro Jean Melenchon, ma il popolo della sinistra lo adora”. Al di là dell’opinione che ognuno di noi ha della politica francese, disconosciamo il nazionalismo e l’etichetta di “rossobruni” che ci viene affibiata per l’ennesima volta, e smentiamo qualunque rapporto con il movimento anarco-nazionalista francese, di cui non condiviamo né la linea politica né altro.
Il nostro collaboratore Alessandro Lattanzio ha trovato in rete questo articolo in lingua originale e lo ha tradotto ritenendolo onesto, dacché fa comunque riferimento a posizioni politiche realmente assunte da Melenchon, comprovate dalle dichiarazioni del candidato del FdG. Si può discutere ovviamente su quell’articolo, come su tutto, tuttavia insinuare che Stato&Potenza abbia rapporti con questo movimento francese è assolutamente ardito e palesemente falso.
Quanto poi al tentativo di far passare per “fasulli” i nostri rapporti con le realtà socialiste della Romania e della Bielorussia, consideriamo che la cosa si commenti da sola. Non soltanto è tutto vero, ma presto allargheremo ancora di più le nostre collaborazioni, senza che nessuno possa impedircelo. Noi lavoriamo tutta la settimana (e totalmente gratis!!!) per sfornare un giornale di qualità, rischiamo e spendiamo in termini nervosi, fisici e personali per cercare di produrre sempre un buon lotto di analisi e approfondimenti, mettiamo le nostre facce in tutto ciò che facciamo, nelle strade e nelle sale conferenze.
Con noi ci sono ragazzi giovani e meno giovani, tutti di chiarissime ed inequivocabili posizioni politiche, che stanno crescendo e maturando in piena autonomia, fuori da tutti i linguaggi ecclesiastici e le liturgie esegetiche tipiche delle parrocchie e dei gruppetti jihadisti della politica.
Le conferenze che abbiamo realizzato, i presidi di solidarietà internazionale con i popoli oppressi o minacciati dall’imperialismo, la nostra vicinanza ai loro rappresentanti politici, sono lì a dimostrarlo. Ci sono foto, video e articoli che dimostrano quanto abbiamo fatto, senza mai offendere o cercare di insultare gli altri movimenti o partiti, seppur esercitando un lecito diritto di critica – anche pesante – a tutte quelle realtà che, abusando dei simboli storici del socialismo e del comunismo, continuano a proporre tesi inaccettabili, collaterali se non direttamente complici rispetto all’imperialismo e al capitalismo. Ma in questo caso il problema è che proprio la degenerazione di queste sigle è alla causa della totale sfiducia che non solo gli italiani, ma anche le comunità politiche straniere riservano loro. Basta parlare con gli africani, con i russi o con i coreani per capire con quanta ilarità guardino a questo carrozzone di pagliacci che è ormai la gran parte della sinistra in Occidente.
Anche per questo, lasciamo che il cadavere passi lungo il corso del fiume. Noi non dobbiamo quasi fare nulla. Nessuno di noi ha mai pubblicato il benché minimo elaborato teso a delegittimare la buona fede e l’onestà altrui. Ad ognuno il suo lavoro. Noi non andiamo certo a rovistare negli affari altrui e non proviamo affatto invidia per nessuno.
E’ disarmante vedere che, però, si stanno continuamente inanellando simili tentativi diffamatori, registrati ormai ad un ritmo impressionante (quasi uno o due al mese) con il chiaro scopo di sabotare le nostre conferenze o presidi e/o di infangare il nome del nostro giornale e movimento. E risulta difficile comprenderne lo scopo. Come abbiamo già spiegato nell’articolo intitolato “Aquila non captat muscas”, la pazienza ha un limite e siamo davvero stufi. Se noi cominciassimo ad utilizzare lo stesso atteggiamento dossierista degli altri, non finiremmo più.
Ci rivolgiamo a tutti coloro ci abbiano diffamato da sei mesi a questa parte: lasciateci in pace e pensate a voi stessi. Un noto proverbio recita e consiglia di non stuzzicare il can che dorme.

















