Da Roma un grido per la Siria
E’ andato in archivio l’ultimo presidio romano per la Siria. Un buon numero di partecipanti ha colorato Piazza del Popolo con le bandiere nazionali siriane, le effigi del presidente Bashar al-Assad e striscioni inequivocabili per esprimere tutta la contrarietà al clima dominante della disinformazione occidentale, vera e propria propaganda di guerra in stile Minculpop, che sta cercando di ripetere quanto visto un anno fa ai danni della Libia socialista di Gheddafi.
Decisi a proporre una visione del mondo socialista e multipolare anche nella piazza romana di ieri, la presenza di una nostra delegazione (che questa volta ha solamente appoggiato esternamente un evento organizzato dalla sola Comunità Siriana in italia) munita di bandiere russe e cinesi va dunque inquadrata come una proposta diversa e originale nel panorama europeo, una visuale che faccia delle analisi strategiche uno strumento per comprendere i rapporti di forza e per capire da che parte stare in questo mondo sempre più complesso e difficile da schematizzare. La solidarietà alla strenua lotta siriana per l’indipendenza e la sovranità nazionale si è unita perciò al sostegno alla Repubblica Popolare Cinese e alla Federazione Russa, promotori di un progetto di risposta all’unipolarismo. Ringraziamenti sono stati dati anche ai membri dell’Alleanza Bolivariana per le Americhe e alla Repubblica Popolare Democratica di Corea, i quali hanno a loro volta espresso il loro dissenso ad un intervento armato contro Damasco. La ferma opposizione alle pressioni e alle destabilizzazioni nordamericane, israeliane e saudite nei confronti della Siria, rinforzate peraltro dall’impiego massiccio di mercenari e terroristi, appare più necessaria che mai, soprattutto adesso che, dopo un mese e mezzo di relativa stabilità, i media occidentali hanno riattivato con altrettanta forza la loro macchina propagandistica, fatta di menzogne e concetti ad alto contenuto demagogico. Tutto ciò è ovviamente finalizzato a giustificare un’ulteriore invasione imperialistica nel Mashreq arabo. I recenti resoconti circa il “massacro” di Houla presentano le stesse caratteristiche delle mistificazioni mediatiche messe in atto nei casi di Timisoara, Srebrenica, Racak.
L’intervento del nostro giovane rappresentante Lorenzo Scala
Alcune immagini della giornata




















