La vera e propria falsa defezione del generale siriano Manaf al-Tlass
Gérard de Villiers Mediabenews 7/07/2012
Una settimana fa, i media occidentali annunciarono a gran voce l’inizio del crollo del regime di Bashar al-Assad. Prova: la defezione del generale Manaf al-Tlass, n°2 della Guardia presidenziale comandata dal fratello di Bashar al-Assad, Maher. Manaf al-Tlass è il figlio dell’ex ministro della Difesa, il generale al-Tlass, francese e francofilo, ormai 78enne e senza alcuna posizione ufficiale, pur mantenendo una forte influenza. Il riallineamento di suo figlio con gli oppositori del regime alawita, sembrava ovviamente un duro colpo per il presidente siriano.
L’informazione era stata fornita ai media dall’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo, del ramo di Londra della Fratellanza Musulmana siriana. Secondo l’OSDH, Manaf al-Tlass era fuggito in Turchia per andare in Francia. Da allora, nessuna notizia. La verità è molto diversa.
Manaf al-Tlass ha lasciato la Siria. Per strada, poiché è attualmente a Beirut. Non ha disertato – non l’ha mai affermato – ma è andato in Libano per colloqui informali con i sunniti libanesi. Infatti, la famiglia Tlass è sunnita e non alawita. Inoltre, il governo siriano non ha fatto alcun commento sul suo viaggio. Se fosse stato un latitante, Beirut è l’ultimo posto in cui sarebbe andato, perché i siriani hanno un’ambasciata con molti membri del Mukhabarat, che persegue i disertori per riportarli in Siria, dove vengono interrogati, torturati e spesso giustiziati. Per esfiltrarli, usano il campo dell’ex terrorista palestinese Ahmed Djibril, che è sempre stato molto vicino ai siriani. Il suo campo è nella valle della Bekaa in Libano, a cavallo del confine con la Siria, che permette un’esfiltrazione discreta.
In realtà, Manaf al-Tlass era giunto per discutere con i libanesi della crescente influenza di al-Qaida in Siria. I libanesi sono sempre riusciti a tenere fuori al-Qaida. Ma in Siria, al-Qaida è sempre più presente, si manifesta con attacchi spettacolari e mirati: la distruzione, a Damasco, del quartier generale del Mukhabarat di al-Ascariya, con un camion carico di 1.500 chili di esplosivo. A Deir ez-Zor, al-Qaida gestisce una unità, Jahbat al-Nosra. Il suo leader è Abu Muhammad al-Fatah al-Joulani e ha ai suoi ordini circa 250 uomini. A Deraa, al-Qaida ha infiltrato un battaglione islamico, Rijal Allah. A Hama e Tell Marak, al-Qaida è presente nel battaglione Ahrar al-Sham, sotto il comando del tenente Abdel Majib Ayoub. Un piccolo gruppo di 250 uomini. Tutte queste informazioni preoccupano profondamente i libanesi, compresi i musulmani sunniti che non hanno a cuore Bashar al-Assad.
Il viaggio a Beirut di Manaf Tlass mira a costruire dei ponti tra sunniti siriani filo-Bashar e quelli di Beirut, del lato opposto.
Traduzione di Alessandro Lattanzio
PS: Manaf al-Tlass ha effettivamente disertato e a quanto pare è comparso alla TV saudita al-Arabiya, incitando alla sovversione contro il Baath. Apparentemente arruolato dall’intelligence francese, a quanto pare è stato acquisito dai sauditi, infliggendo alla Francia l’ennesima sconfitta geopolitica, dopo quella inflittale in Libia. Parigi ha alimentato il caos e la sovversione in Libia e Siria, a tutto vantaggio dei suoi concorrenti anglo-qatarioti e saudito-statunitensi. Un danno collaterale che Hollande sconterà, e che Sarkozy pagherà.
Intanto la mossa di al-Tlass pare non aver avuto riscontri positivi presso la cosiddetta ‘opposizione’, anzi, alcuni ritengono che approfondirà i contrasti interni alle fazioni islamiste-atlantiste al soldo della NATO, delle petromonarchie e dei deliri neottomanisti del governo Erdogan-Davitoglu. (NdT)
















