Al fianco dei lavoratori dell’Ilva
Nelle ultime ore i media, le testate online e l’opinione pubblica non fanno altro che parlare della sentenza emessa dal Gip di Taranto Patrizia Todisco che ha disposto il sequestro di sei reparti a caldo dell’Ilva. Questa sentenza, che per molti potrebbe sembrare giusta, non fa altro che scagliarsi contro tutta la comunità tarantina e soprattutto contro i ceti meno abbienti e la classe lavoratrice. Da questa sentenza ne escono sconfitti tutti, i lavoratori e coloro che hanno avuto problemi di salute a causa dell’inquinamento causato dall’industria siderurgica. La soluzione alle malefatte dei gestori dell’Ilva non sta certo nella chiusura e nella distruzione di un centro produttivo con la conseguenza immediata della perdita di altri centinaia di posti di lavoro. In questo momento storico, l’Italia non può permettersi di perdere ulteriori complessi produttivi, molti complessi industriali soprattutto nel Mezzogiorno, sono ormai abbandonati a se stessi ed i lavoratori sono in cassa integrazione nel migliore dei casi, oppure addirittura già disoccupati e costretti a raccattare qualche briciola al mercato nero del lavoro. Proprio per questo la soluzione migliore per far sì che i lavoratori mantengano i loro posti, senza che efferate gestioni dell’industria portino danni alla popolazione tarantina, sarebbe quella usata in altre circostanze in Paesi quali la Cina, ovvero la nazionalizzazione del complesso siderurgico pugliese, la modernizzazione dello stesso dal punto di vista dell’impatto ambientale, la messa in sicurezza dei lavoratori all’interno della fabbrica, la bonifica dell’intera zona deturpata ed il pagamento del danno alla comunità, a carico dei colpevoli delle efferate gestioni precedenti. Se è vero che l’Ilva ha arrecato danni alla popolazione locale è giusto che chi paghino siano i soli reali colpevoli di questa situazione e non come sempre la categoria dei lavoratori. Proprio per questo motivo non bisogna lasciare soli in questo grave momento di difficoltà i lavoratori dell’Ilva, ma bisogna essergli vicino in questo momento di lotta!

















