L’oligarca processato, i noti amici e Letta

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00000444_loIn questi giorni strimpellazzano l’arpa della ‘liberty&democracy’ i vari striduli dirittumanitaristi a propulsione nucleare, questa volta contro l’ennesimo ‘amico di Berlusconi’, l’ennesimo ‘feroce dittatore sanguinario’, il Presidente del Kazakhstan Nursultan Nazarbaev.
Il beniamino e l’icona per cui si mobilitano i tonitruanti araldi del dirittumanitarismo bombarolo e atlantista, i vocianti fidanzatini di Yoani 5000plus Sanchez e le scatenate odalische del Jihad Niqab di casa nostra non è Inna Shavchenko, la tettaintesta delle Femen, che ha trovato asilo nella Francia ‘moscia e frocia’ del roseo e vile presidentucolo francese Hollande protettore dei perseguitati con pedigree atlantista, persecutore di sanguinari dittatori come Evo Morales, e fustigatore di traditori … degli USA, come Edward Snowden.
Allibita e invidiosa, la classucola politicante italidiota non volendo essere da meno, come insegnano le sabbie libiche, si è scagliata contro il vice-Berlusconi governativo, Angelino Alfano. Che altro ha fatto di così orribile costui? Il 29 maggio scorso, Angelino ha autorizzato il rimpatrio di Alma Shalabaeva e di sua figlia Alua. Alma Shalabaeva è la moglie di Mukhtar Abljazov, che il noto fogliaccio elettronico disinformativo-fuffistico Yahoo!-News dipinge quale angelico “dissidente kazako e strenuo oppositore del dittatore Nursultan Nazarbaev”. Ovvio ritornello: gli amici dell’occidente sono sempre oppositori di qualche orrido dittatore, come appunto divulgato dalla solita orrida fuffa pseudo-informativa degli scribacchini in malafede della redazione di Yahoo!-News… Questo vicenda rischierebbe, secondo gli strombettieri del bombardamento umanitario, di causare un “incidente diplomatico di ampio respiro”…, ma con chi? Con l’UNHCR, l’agenzia ONU che si occupa dei rifugiati, ovvero l’ente di beneficenza che ha favorito la carriera della ricca nullafacente Laura Boldrini. Lasciamo perdere!
Invece, un incidente ci sarebbe stato se Roma non avesse risposto alle richieste di Astana, poiché il ‘perseguitato politico’ in questione, appunto Mukhtar Abljazov, è sì ben perseguitato in Kazakhstan, Paese da cui è fuggito. Ma è fuggito nel Regno Unito dopo aver sottratto diversi miliardi di dollari della BTA Bank, la banca che aveva contribuito a fondare in Kazakhstan grazie alla privatizzazione di una ex-banca pubblica. In sostanza, Abljazov è l’ennesimo speculatore che ha saccheggiato l’economia di una delle Repubbliche dell’ex-URSS. Ed infatti, per far comprendere chi detta i toni di quest’ennesima storielletta sui ‘diritti umani violati’, ecco Radio Free Europe/Radio Liberty (RFE/RL), la radio gestita dalla CIA e da George Soros, elogiare l’eroica figura di Abljazov, ex-tecnocrate del processo avviato da Nursultan Nazarbaev, presidente del Kazakhstan, per modernizzare la nazione: “Abljazov a gli altri avevano rotto i ranghi, adducendo a motivo il disincanto per la corruzione endemica che prosperava nelle cerchie che si muovevano attorno a Nazarbaev”. Va ricordato che Nazarbaev, una decina di anni fa, espulse tutte le ONG legate agli USA e allo speculatore miliardario statunitense George Soros, da cui l’acrimonia di questi paladini della ‘democracy&liberty’ e dei relativi dipendenti verso Nazarbaev e il Kazakhstan.
Nel novembre 2001, Abljazov e altri suoi colleghi banchieri fondarono la Democratic Choice of Kazakhstan (DCK), movimento di opposizione al governo Nazarbaev. La DCK era composta da boss politici e ricchi affaristi che rivendicavano soprattutto il ‘decentramento del potere politico’, ovvero la balcanizzazione del Kazakhstan. Nel luglio 2002, Abljazov fu dichiarato colpevole di “abuso di potere compiuto in qualità di ministro” (accusa più che fondata, vista la carriera successiva di questo ennesimo eroe di cartone della democracy-export) e condannato a sei anni di prigione. Ovviamente i soliti Parlamento europeo e Amnesty International si mobilitarono, su ordine di Soros, per salvare la quinta colonna statunitense in Kazakhstan. Comunque, il ‘perseguitato politico’ Abljazov, già nel 2003 era a Mosca, e nel periodo 2005-2009 fu il presidente del consiglio di amministrazione della BTA Bank. Insomma, contrariamente a quello che ci raccontano e ci racconteranno le varie agenzie di propaganda atlantiste, Abljazov non è mai stato in carcere; anzi Abljazov avrebbe speso “milioni di dollari per finanziare gruppi di opposizione e mass media indipendenti” in Kazakhstan, secondo un altro agente d’influenza al servizio di Washington, Evgenij Zhovtis, capo del Kazakhstan International Bureau for Human Rights and Rule of Law.
Con Abljazov, i prestiti effettuati dalla BTA Bank dal 2005 al 2009 crebbero rapidamente, ma non altrettanto i depositi bancari, trascinando la banca nell’insolvenza. Tra il 2003 e il 2007, i crediti insoluti della BTA Bank crebbero del 1.100%.
Il 24 marzo 2009, appena essersi cautelativamente nascosto a Londra, la BTA Bank intraprese contro di lui un procedimento legale presso l’Alta Corte del Regno Unito, accusando Abljazov di appropriazione indebita durante la sua direzione della BTA Bank. E l’Alta Corte inglese riconobbe le ragioni delle accuse congelando tutti i beni di Abljazov e confiscandogli il passaporto. Nel 2010, anche la Russia emise nei suoi confronti un mandato di arresto per reati finanziari, tra cui una truffa da 5 miliardi di dollari, inserendolo nella lista dei ricercati internazionali. Insomma Abljazov è oggetto di sette azioni legali presso l’Alta Corte inglese, per la sottrazione in totale di 9 miliardi di dollari. Nell’ottobre 2010, Abljazov perse la battaglia legale per sottrarre i suoi beni dal regime di amministrazione controllata. La sentenza stabiliva che non si poteva fare affidamento sul fatto che Abljazov non avrebbe dissolto i suoi beni prima del processo. Ovviamente Abljazov accusò Nazarbaev per i suoi crimini finanziari, senza convincere i tribunali inglesi. Nel febbraio 2011, Abljazov perse un’altra causa legale, chiedendo il rigetto del risarcimento richiesto dalla BTA Bank. Il giudice stabilì che Abljazov non poteva camuffarsi da vittima di un presunto complotto del presidente del Kazakhstan, solo per schivare l’accusa di appropriazione indebita di almeno 4 miliardi di dollari. “Le pretese provengono dalla banca. Non sono pretese del governo del Kazakhstan, del quale si dice aver avuto un ruolo nel determinare la nazionalizzazione (della BTA Bank) in spregio alle regole del diritto internazionale e ai diritti umani”.
Ma nonostante tutto, e forse grazie al fatto di aver formulato accuse indimostrate contro Nazarbaev,  Abljazov si vide attribuire l’asilo politico nel Regno Unito. La richiesta di estradizione proveniente dal Kazakhstan fu quindi ignorata. Nel novembre 2012, una corte britannica ingiunse ad Abljazov di versare 1,63 miliardi di dollari e relativi interessi, disponendo “contro Abljazov nuovi blocchi giudiziari dei beni per un ammontare illimitato e nuovi ordini di blocco in relazione ad alcuni altri imputati“. Difatti Abljazov vive a Londra in una casa di lusso, protetto dall’imperialismo inglese in vista di future possibili rivoluzioni colorate in Asia centrale. In effetti, la vicenda del rimpatrio da Roma della moglie e della figlia del bancarottiere ‘democratico’, non a caso viene collegata, proprio dalla stampa inglese, ai buoni rapporti economico-commerciali che l’Italia ha stabilito con il Kazakhstan. Un nuovo tentativo di far subire all’Italia un’altra debacle strategica, e questa volta mortale, poiché dopo la Libia, restano all’Italia quali fonti energetiche disponibili l’Algeria e il Kazakhstan, appunto. L’inconsistenza di questo governo, pieno di anime belle e guidato da una nullità come Enrico Letta, nipotino di suo zio Gianni, non promettono nulla di buono per il Paese.
Abljazov, infatti, attraverso un’intervista a La Stampa del 5 luglio 2013, ha chiesto ad Enrico Letta di far luce sull’episodio. Il servizievole Presidente del Consiglio dei ministri non si è fatto attendere nel rispondere positivamente alle pretese del criminale protetto da Londra. Il premier ha dichiarato di aver chiesto privatamente delucidazioni al ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano. Non avendo ottenuto risposta, Letta ha reiterato la richiesta pubblicamente. Emma Bonino, ministro degli Esteri, ha definito la vicenda una “figura miserabile” per l’Italia, opportunamente dimentica la figura miserabile racimolata da lei e dal suo governo con il Presidente boliviano Evo Morales, al cui velivolo hanno negato il passaggio nello spazio aereo italiano. Ma si sa, nel canile italiano i cagnetti dirittumanitaristi vengono addestrati ad eseguire gli ordini del padrone e a ringhiare contro i suoi nemici. Compiti in cui eccellono i meticci di sinistra.

Note:
Kazakh Banker Loses Courtroom Battle Over Assets – The Guardian
Ablyazov Loses U.K. Appeal Over Control of $5 Billion – Bloomberg Businessweek
BTA Bank Wins Court Bid to Block Ex-Chairman’s Conspiracy Claim – Bloomberg
BTA Bank: Court Rules Against Ablyazov in $2 bln Suit – The Gazette of Central Asia
Russia to enter ex-head of Kazakh bank on intl wanted list – Interfax
Ex-bank chief in ‘world’s biggest fraud’ case must surrender £4bn – The Evening Standard
Why did Italy extradite Ablyazov’s wife? – Financial Times

Alessandro Lattanzio