Putin, i successi economici

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Eugenio Fontanini

4B036A7F-9BF7-458A-A414-A6CF2E00C9D5_w640_r1_sPremessa molto importante: con questo articolo non si intende esaltare il capitalismo, perché, nonostante le riforme socio-economiche che hanno portato benessere in Russia grazie al presidente Putin, questo paese non può essere neanche minimamente paragonato alla grandezza dell’ex Unione Sovietica, patria dei lavoratori.
Dopo le elezioni, il presidente Putin è stato costretto a realizzare parzialmente il programma di Zjuganov, il cui principale obbiettivo consisteva nel mantenimento di un regime di mercato, ma all’interno del controllo statale sui settori strategici dell’economia. Proprio la riappropriazione dell’economia da parte dello Stato è stata il tema fondamentale della politica di Putin. Ciò gli ha consentito di godere stabilmente del sostegno popolare e, allo stesso tempo, ha privato la sinistra del suo spazio politico: allorché i cittadini si convinsero della strategia di Putin di riportare tacitamente sotto il controllo statale i settori fondamentali dell’economia e, su questa base, di garantire una ripartizione più equa della ricchezza prodotta dal Paese, i politici di sinistra non furono più necessari. Il settore privato è sceso dal 70 al 65%, mentre le aziende controllate dallo Stato sono salite dal 22% al 38%. Il giornale «Kommersant» constatava, nel suo articolo del 10/09/07 “Come stanno nazionalizzando la Russia”:
Da circa 4 anni la nazionalizzazione appare come il processo economico più rilevante a livello nazionale, e per questo è perfettamente legittimo porre la questione all’interno di un processo a tappe intermedie. Oggi quasi una ventina fra grandi gruppi e banche private è stato nazionalizzato e in prospettiva questa tendenza è destinata a continuare su scala sempre più ampia. Dalle sentenze dei processi giudiziari ora in corso contro gli attuali proprietari, potranno essere confiscate le aziende “RussNeft”, “BashNeft” e “BashNeftExIm”. Si sta concludendo la procedura per la creazione di una nuova corporazione, la “AtomEnergoProm”, la quale unirà sotto il controllo statale tutte le aziende civili attive nel nucleare. L’Azienda Federale Statale Unitaria “RosOboronEksport” sta attuando una nuova serie di progetti per la creazione di gruppi di aziende all’interno dello stesso comparto. Fra questi gli ultimi in ordine di tempo sono la “Russkaja SpecStal’” (di cui com’è noto dovranno far parte la “Krasnyj Oktjabr” di Volgograd e il complesso produttivo metallurgico di Stupin) e la “Russkie Komposity” (su questo progetto niente è noto al grande pubblico eccetto il nome). Ricordiamo che “RosOboronEksport” sa benissimo impostare e risolvere problemi di questo tipo: sua è la creazione del gruppo “Elicotteri di Russia” e sempre a sua cura è la gestione della AvtoVaz.”
Il ritorno dello Stato in economia ha permesso di appianare il bilancio e, quindi, nel Paese è stato possibile attuare programmi sociali di una certa rilevanza come:
1) istituzione del certificato di maternità,che da diritto alla madre di
– un buono di 3000 rubli (2000 nel 2006) durante la gravidanza da spendere nei centri prenatale,
– un buono di 6000 rubli (5000 nel 2006) dopo il parto da spendere nelle case maternità e nei centri perinatali
– un buono di 1000 rubli (dal 2007) da spendere nel primo anno di vita del bambino per le visite pediatriche.
2) Istituzione del capitale materno, un contributo di 250.000 rubli, che dal 1 gennaio 2007 è erogato alle gestanti che aspettano il secondo figlio (o il terzo, qualora non avessero fatto in tempo a usufruirne per il secondo).
3) La disponibilità di una quantità di farmaci a prezzo agevolato, di centri di cura per invalidi.
Una cosa molto importante da sottolineare è che il numero di persone con un reddito al di sotto del minimo di sopravvivenza in Russia è sceso da 18 milioni (2011 ) a 15,8 milioni di persone (2012 ). Il tasso di povertà (la percentuale di persone con un reddito al di sotto del minimo di sopravvivenza) in Russia è scesa dal 12,7% nel 2011 al 11,2% nel 2012. La disoccupazione è scesa dal 7,5% al 6,6% ,tra il 2010 e il 2011. Il Prodotto Interno Lordo pro capite è di dollari 17.000 ( 2011), quando nel 2010 era di 15.900. Il debito pubblico è molto basso, dell’8,3% del PIL. In Russia la crescita economica sta continuando a livelli davvero alti. Nel primo trimestre del 2012 il livello della crescita economica in Russia ha sfiorato il 5%. Nel secondo trimestre ha avuto una leggera contrazione ed è scesa al 4%. Il coefficiente Gini (indice di concentrazione per misurare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o anche della ricchezza) era nel 2010 del 40,11, quando nel 2008 era del 42,7.
In conclusione, il presidente Putin (dopo Zjuganov), gode di grande fama non solo per il suo anti-imperialismo e per il suo nazionalismo, ma anche per la politica interna che ha permesso, tramite la nazionalizzazione di molte importanti aziende, di uscire dalla crisi che imperversava negli anni ’90, abbassando notevolmente il livello di povertà e aumentando il reddito pro-capite.

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