Presentazione
Il progetto di un giornale, oggi giorno, è senz’altro impegnativo, e presenta non pochi ostacoli sul suo cammino. Non inganni la virtualità, perché al giorno d’oggi l’informazione e la comunicazione multimediali viaggiano su frequenze d’onda forse anche più decisive e determinanti rispetto alla tradizionale informazione cartacea o televisiva. Malgrado personalmente – e al contrario di molte vulgate comuni oggi ricorrenti – ritenga che il supporto cartaceo (giornalistico e bibliografico) non potrà mai essere completamente soppiantato dalle novità introdotte nell’era del web 2.0, è comunque evidente che i due “estremi” dell’informazione – il minimo ossia la notizia d’agenzia, ed il massimo ossia l’articolo a carattere saggistico, solitamente pertinente al cosiddetto “giornalismo di precisione” – viaggiano in modo più spedito e diretto nella rete. Le ragioni sono molte e vanno dalla maggior rapidità ed immediatezza consentite dal mezzo virtuale (caratteristiche che senza dubbio avvantaggiano le agenzie di stampa) alla disponibilità di uno spazio di pubblicazione potenzialmente illimitato (che senz’altro favorisce i saggi brevi e le pubblicazioni a carattere tecnico o scientifico, spesso penalizzate dalle limitazioni grafiche imposte dalle tipografie di stampa). Già solo questi due fondamentali criteri, impongono delle differenze decisive tra l’informazione multimediale e l’informazione cartacea. Una terza differenza, molto più decisiva, potrebbe imporsi col tempo, ma per ora rimane soltanto potenziale. Mi riferisco allo sviluppo di un vero e autentico pluralismo, per ora essenzialmente latitante, nel mondo dell’informazione. Se è vero che il mezzo della rete, a differenza dei grandi centri di informazione cartacei e televisivi, è alla portata di tutti, attraverso blog, siti e spazi di informazione, è altrettanto vero che questa “democratizzazione” dell’informazione ha assunto i connotati di un’atomizzazione, di un livellamento verso il basso e di una dispersione che, concedendo a chiunque la possibilità di pubblicare i propri elaborati, non bada alla qualità e, nei fatti, rende ancora più difficoltosa per il lettore la capacità di selezionare gli spazi in base all’autorevolezza e al valore effettivo degli elaborati proposti, senza contare che – almeno in Italia – l’informazione virtuale, complici vari intrecci tra grandi e piccoli centri di comunicazione e attivismo politico, spesso non fa altro che riprodurre sullo schermo del pc lo schema anacronistico e mistificante dello scenario liberal-democratico che domina, come un regime oligarchico, il dibattito nazionale. Sarà, dunque, importante essere presenti e sfruttare l’occasione nel migliore dei modi, cercando di imporre la qualità e la capacità di approfondimento attraverso uno spirito critico che al giudizio e alla provocazione (elementi fondamentali nel giornalismo) sappia unire imprescindibilmente l’analisi scientifica e oggettiva dei fatti, rivolgendosi perciò a fonti affidabili e garantendo una sostanziale inattaccabilità da immancabili e futuri nemici. Opponendo, in altre parole, alla mistificazione e al mascheramento ideologico imperanti, una visione realista ed obiettiva rispetto ai fatti.
AF









